| 5 Settembre 2026 12:02 |
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(Adnkronos) – “C’è un’innovazione fortunatamente sempre più forte che arriva a curare patologie per le quali oggi non esiste una cura e valutarla soltanto come un costo per il sistema sarebbe un errore: dobbiamo considerare il valore che genera per il Paese”. Così all’Adnkronos Antonino Biroccio, general manager di Gsk Italia e vicepresidente di Confindustria Verona per le Scienze della vita, intervistato a margine del Forum Teha in corso a Cernobbio.
“Il settore farmaceutico in Italia è un comparto florido ed è stato riconosciuto come una delle leve strategiche per la crescita del Paese anche dal ministro Urso qui al Forum”, ha osservato Biroccio. “Come GSK siamo presenti da 90 anni in Italia, attiviamo circa 40 filiere in 18 regioni, generiamo un impatto sul Pil di circa 700 milioni di euro e contiamo 4 mila dipendenti. Siamo una realtà che contribuisce in modo significativo agli investimenti farmaceutici nel Paese e vogliamo che questa filiera rimanga saldamente in Italia”, ha aggiunto.
Tra i temi prioritari, quello degli incentivi agli investimenti. “Uno studio di Teha evidenzia che in Italia gli incentivi sono spesso frammentati e concessi con logiche emergenziali. In altri Paesi, invece, sono più strategici e focalizzati”, ha spiegato. “Se a questo aggiungiamo la burocrazia e la mancanza, in alcuni casi, di una valutazione completa degli esiti, il rischio è non cogliere pienamente il contributo che questi strumenti possono offrire alla crescita del sistema Paese”. Secondo Biroccio, una maggiore efficacia degli incentivi potrebbe contribuire anche al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. “Siamo pronti a cogliere questa opportunità, ma serve un lavoro serio e condiviso”, ha sottolineato il manager.










