Quindici biglietti, forse anche di più. Piccoli post-it lasciati sul tavolo della cucina, poche parole scritte su ciascun pezzo di carta. Tra quei messaggi c’è una parte della ricostruzione della tragedia che ha sconvolto Finale Ligure e che vede come vittime Paola Siri, 60 anni, e il figlio Mattia, 14 anni, uccisi nel sonno dal marito e padre, Daniele Baruzzo, che successivamente si è tolto la vita.
I biglietti sarebbero ora al centro degli accertamenti. Un insieme di annotazioni di poche parole messe in fila che, secondo i primi elementi emersi, potrebbe raccontare il percorso compiuto dall’uomo prima di trasformare i suoi pensieri in una decisione irreversibile. Da quello che si evince, Baruzzo avrebbe pianificato tutto. Non sarebbe stato un raptus. Tra le parole lasciate sul tavolo soprattutto le preoccupazioni per il figlio Mattia. Baruzzo avrebbe manifestato timori per le frequentazioni del ragazzo e per quello che riteneva essere una sorta di «brutto giro» intrapreso dal quattordicenne. Un elemento che dovrà essere verificato dagli investigatori e che, al momento, non trova riscontro in recenti interventi delle forze dell’ordine riconducibili alle amicizie del ragazzo.
Accanto alla preoccupazione per il figlio, nei messaggi emergerebbe anche il riferimento a una situazione familiare che l’uomo avrebbe considerato non più sostenibile. Parole che contribuiscono a delineare il quadro sul quale stanno lavorando gli investigatori per comprendere che cosa abbia preceduto la decisione di compiere la strage. Altri messaggi dell’uomo scritti per i colleghi di lavoro, ringraziandoli per questi anni passati insieme. In un altro post it alcuni cenni all’eredità: a chi sarebbero dovuti andare i beni di famiglia. E poi il messaggio che si ritiene essere l’ultimo: quello in cui spiega che intorno a mezzanotte compirà il gesto. Paola Siri e Mattia si trovavano a letto. Dormivano, vestivano un pigiama estivo. Baruzzo ha impugnato un revolver di piccolo calibro e ha sparato a entrambi mentre dormivano. Dopo aver ucciso la moglie e il figlio, si sarebbe quindi seduto sul letto e l’avrebbe fatta finita con un colpo alla testa. L’arma che, secondo quanto emerso, faceva parte di una collezione di sette pistole, tutte regolarmente denunciate. Anche questo aspetto è ora oggetto degli accertamenti necessari a ricostruire con precisione.










