Secondo quanto appreso, l'uomo avrebbe scritto una lettera che è stata ritrovata sul cui contenuto gli inquirenti mantengono stretto riserbo
Quando giovedì mattina non hanno visto Daniele Baruzzo, 59 anni, a lavoro, i colleghi, preoccupati, hanno dato l’allarme. Ed è lì che, nell’abitazione di famiglia a Finale Ligure, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale hanno trovato il suo corpo. Con lui, in stanza, senza vita, la moglie Paola Siri, 60 anni. In stanza, anche lui ucciso con un colpo d’arma da fuoco il figlio Mattia, 14 anni.
Secondo quanto riportato dal Corriere l’impiegato nel settore dell’automotive avrebbe prima sparato alla moglie, libera professionista e poi al loro ragazzo. Infine ha rivolto l’arma, una pistola, contro di sé. Secondo quanto appreso, l’uomo avrebbe scritto una lettera che è stata ritrovata sul cui contenuto gli inquirenti mantengono stretto riserbo: conterrebbe i motivi del gesto.
Baruzzo, ha utilizzato la pistola regolarmente detenuta – con la quale era solito esercitarsi al poligono di tiro – per compiere il gesto. Potrebbe aver sparato loro mentre dormivano. I vicini di casa hanno riferito di aver avvertito dei rumori nel corso della notte, senza tuttavia distinguere chiaramente dei colpi da arma da fuoco, motivo per cui non sono scattati allarmi tempestivi.










