«Stasera a Bari, mentre festeggerà il suo Governo, Giorgia Meloni avrà il coraggio di spiegare ai 2.500 lavoratori dell’indotto ex Ilva e alle loro famiglie che cosa dovrebbero festeggiare loro?». La notizia dei licenziamenti collettivi, annunciati da Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto ex Ilva, tiene banco anche nella cassa armonica della Festa dell’Unità a Martina Franca, dove ieri sera, intervistati da Davide De Sario, direttore di Adnkronos, sono intervenuti i capigruppo dei partiti d’opposizione. Francesco Boccia, presidente dei senatori Pd, insiste sulla distanza tra il Governo e il cosiddetto paese reale: «Il costo della benzina è arrivato a 2,124 euro al litro. È il prezzo più alto raggiunto dal 2022. Nel frattempo le bollette del gas ad agosto sono cresciute del 6,9 %. Oggi sono partite 2500 lettere di licenziamento per i lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva. Di fronte a tutto questo il governo Meloni litiga e pensa alla legge elettorale per garantirsi il potere. Mi chiedo se a Bari il governo stia festeggiando questi “record” e questi licenziamenti».
Sul palco martinese, allestito come una festa di paese, con luminarie simili a quelle del porto di Bari, palcoscenico della festa del Governo, si affrontano i temi più caldi, tra autonomia differenziata e crisi economica. La scelta di festeggiare in Puglia sembra un mistero, anche per gli stessi colleghi di partito della Meloni: «L’aereo con cui sono sceso in Puglia era pieno di rappresentanti di Fratelli d’Italia. Nessuno sapeva perché proprio a Bari. Tra l’altro è una città e una regione in cui perde sistematicamente», commenta Boccia alla Gazzetta.










