Pensare agli 80 anni di Freddie Mercury oggi fa strano, specie facendo riferimento a un cantante e performer che aveva dichiarato di non vedersi sul palco chissà quanto a lungo con l’avanzare dell’età. Facile anche dire che sia stato uno dei più grandi frontman di tutti i tempi, se non il più grande di tutti, e che, a dispetto delle poche fortune raccolte da solista, abbia segnato, coi suoi Queen, generazioni su generazioni di amanti della musica, non solo rock, che attraverso i loro brani si sono avvicinati alla materia, divenendone fedeli consumatori.

Nato a Zanzibar come Farrokh Bulsara il 5 settembre 1946, Freddie Mercury fondò la band nel 1970 assieme ai compagni di una vita (è il caso di dirlo) Brian May e Roger Taylor, con i quali aveva fatto parte, assieme a Tim Staffell, degli Smile, e a John Deacon. Quest’ultimo, salvo rarissime occasioni, deciderà di abbandonare lo strumento e qualsiasi ambizione di fama praticamente dal giorno della scomparsa di Mercury.

Dall’hard rock e dal glam dei primi album, passando per il progressive e il synth pop, i quattro hanno venduto oltre 300 milioni di copie nel mondo e segnato l’immaginario collettivo con performance leggendarie come quelle a Wembley nel 1985 e nel 1986, sia per il primo storico Live Aid sia nell’ambito del loro ultimo, leggendario Magic Tour.