Donald Trump alza nuovamente il pressing sulla Federal Reserve e lega la politica monetaria americana alla politica commerciale.
Il presidente degli Stati Uniti chiede un taglio dei tassi e minaccia, in alternativa, di interrompere gli scambi con i Paesi che registrano un surplus commerciale nei confronti degli Usa. «Abbassate il tasso» di interesse «o smetterò di commerciare con i Paesi con cui abbiamo un deficit», ha scritto ieri Trump sul social Truth, sostenendo che la Corte Suprema, nella decisione sui dazi, avrebbe riconosciuto al presidente un «diritto assoluto» in materia. «È meglio dei dazi!», ha aggiunto, invitando il board della Fed, guidato dal nuovo presidente Kevin Warsh, a «darsi una svegliata» e a essere «patrioti».
L'intervento arriva dopo i dati sul mercato del lavoro di agosto, che hanno mostrato una crescita dell'occupazione superiore alle attese. «I dati sull'occupazione sono eccellenti: hanno superato tutte le stime (tranne la mia!) di due o tre volte... e non avete ancora visto nulla!
Ad agosto sono stati creati 162.000 posti di lavoro», ha scritto.
Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti sono oggi «un debitore molto più solido rispetto a poco tempo fa» e questo dovrebbe tradursi in tassi più bassi. «Un paese forte significa tassi di interesse più bassi. È semplicissimo!», ha aggiunto Trump, sostenendo che gli Usa dovrebbero avere «i tassi più bassi del mondo, come ai vecchi tempi».









