C’è una verità giudiziaria ed una verità storica. Ci sono notizie e informazioni utili in un’inchiesta giudiziaria. Talvolta mettono sulla strada per raggiungere una prima verità che deve reggere nelle diverse sedi in cui si articola il sistema giudiziario. Purtroppo, quelle informazioni non sempre consentono di formulare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di chi ha commesso un reato.

Quando era magistrato a Pavia, negli anni Novanta, Vincenzo Calia condusse la terza inchiesta giudiziaria sul caso Mattei. Dopo anni di interrogatori e l’analisi di numerosi documenti delle inchieste precedenti, ma soprattutto dopo l’esumazione dei resti di Enrico Mattei giunse alla principale conclusione della sua inchiesta: il presidente dell’Eni non era morto in un incidente aereo la sera del 27 ottobre 1962 a causa delle condizioni meteorologiche o da un errore del pilota, bensì era stato ucciso in un attentato provocato da un ordigno piazzato sull’aereo, predisposto per innescarsi al momento in cui fossero state iniziate le manovre per l’atterraggio.

Calia dovette però chiudere l’inchiesta nel 2003 con la richiesta di archiviazione, perché nelle sue indagini non riuscì a compiere il passo successivo: individuare i responsabili della morte di Mattei.