La giuria non è riuscita a pronunciarsi sulla madre che strangolò i suoi bambini nel 2023. Il caso divide gli USA tra piazze colpevoliste e manifestazioni di sostegno alla donna, affetta da psicosi post-partum
La giuria chiamata a deliberare sul caso di Lindsay Clancy, la mamma che ha ucciso i tre figli, «non è in grado» di raggiungere un verdetto. Questo l’esito choc che riportano i media americani citando la comunicazione dei giurati alla corte. Il giudice William Sullivan ha dichiarato il processo nullo: «Non penso di avere altra scelta che dichiarare l’annullamento del processo». I giurati hanno deliberato per oltre sei giorni senza riuscire a trovare il consenso su un caso che ha incollato gli americani alla tv e ha acceso il dibattito sulla depressione e la psicosi post-partum.
Storia di una mamma omicida
Il 24 gennaio 2023, la tranquilla cittadina di Duxbury, nel Massachusetts, Lindsey Clancy, un’infermiera pediatrica di 32 anni apprezzata da colleghi e comunità, ha strangolato a morte i tre figli piccoli: Cora (5 anni), Dawson (3 anni) e Callan (8 mesi). Lo ha fatto a casa, prima di tentare il suicidio lanciandosi dalla finestra del secondo piano. Da quel volo Lindsey non morirà ma rimarrà in sedia a rotelle, paraplegica. La donna ha agito quando il marito Patrick era uscito di casa per commissioni veloci. Al rientro, l’uomo ha scoperto la tragedia.











