La giuria chiamata a deliberare sul caso di Lindsey Clancy, la donna che ha strangolato a morte i suoi tre figli nel 2023, è in stallo. Per la seconda volta in due giorni, i giurati hanno comunicato di non essere in grado di raggiungere un verdetto e sono stati esortati dal giudice William Sullivan a continuare le deliberazioni in camera di consiglio, che si tengono ormai da 48 ore.

Lo stallo della giuria agita lo spettro di un annullamento del processo. La giuria è chiamata a decidere se la mamma Lindsey Clancy era consapevole delle sue azioni quando ha ucciso Cora, Dawson e Callan, rispettivamente 5 anni, 3 anni e otto mesi.

Clancy si è dichiarata non colpevole delle accuse di omicidio di primo grado. Se condannata rischia il carcere a vita senza possibilità di libertà condizionale. Se invece venisse assolta per infermità mentale, verrà probabilmente internata in una struttura psichiatrica di massima sicurezza. Clandy è stata presente in aula per tutto il procedimento, impassibile sulla sua sedia a rotelle, della quale non può fare più a meno dopo aver cercato di togliersi la vita in seguito all'uccisione dei figli.

Il processo incolla da settimane gli Usa al piccolo schermo e divide gli americani. Ha riacceso il dibattito su come la giustizia debba trattare le madri affette da disturbi mentali che uccidono i propri figli, l’attenzione si è concentrata in particolare sulla depressione e sulla psicosi postpartum, fenomeni che colpiscono diverse donne e che secondo diverse testimonianze hanno colpito anche Clancy.