Quando i tassi riprendono ad alzarsi o a restare alti per un periodo lungo, le azioni ne risentono per due motivi.

Il primo è che aumentano i rendimenti dei bond e le obbligazioni di conseguenza iniziano a fare concorrenza ai dividendi azionari.

In secondo luogo un costo del denaro più elevato rende più costoso il debito di una società riducendo quindi l’utile e limitando anche i profitti bancari perché la crescita economica di un Paese di solito inizia a calare.

Non a caso il Ftse Mib, dopo la corsa degli ultimi anni, si è fermato nel 2026, anzi, è in flessione dell’1,5% da gennaio e del 2,7% nell’ultimo mese, da quando le ipotesi di un aumento dei tassi in Eurozona a Usa sono aumentate a causa dell’inflazione.

Del resto, i prezzi del petrolio restano alti, fra i 90 e i 95 dollari al barile, così anche il valore del gas in Europa (sopra i 70 euro il megawatt ora).