La Commissione europea si prepara a introdurre un criterio unico per i 27 Paesi per le aree soggette a stress abitativo. Il criterio prevede di confrontare il prezzo medio di un’abitazione con il reddito disponibile medio annuo della popolazione. Se per comprare una casa servono almeno otto anni di reddito e questo rapporto è aumentato negli ultimi dieci anni, l’area sarà considerata “soggetta a stress abitativo“. È questo il punto centrale del regolamento su affitti brevi e stress abitativo, Affordable Housing Act – visionato dall’ANSA -, che verrà presentato probabilmente il 9 settembre dal commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jorgensen.
Il regolamento istituisce un quadro comune per garantire l’accessibilità economica e la disponibilità degli alloggi; infatti, nell’introduzione della bozza viene specificato come l’Unione europea stia “affrontando una crisi dell’accessibilità abitativa che indebolisce la coesione sociale e minaccia la competitività complessiva dell’Unione”. Al centro della questione ci sono determinate aree geografiche, principalmente le città con più ampie offerte lavorative, in cui tra domanda e offerta degli alloggi c’è un chiaro squilibrio, che genera conseguenze significative sul mercato immobiliare.










