La più bella - a furor di popolo viaggiatore - è Flores. Che è anche la più remota e difficile da raggiungere per via del vento o della nebbia che arriva e scompare senza previsione e che talvolta può lasciare a terra i passeggeri per giorni. Anche per questa imprevedibilità meteorologica l’isola (un terzo di Ischia per estensione) che fa parte delle nove che compongono l’arcipelago delle Azzorre, è avvolta da un fascino irresistibile: da mettere in testa alla lista in un giro da quelle parti. Sulla rotta per i tropici le Azzorre galleggiano in mezzo all’Atlantico, anziché nell’Indiano o nel Pacifico, ma coccolate dalla corrente del Golfo che evita (o evitava) gli sbalzi del termometro ma tiene anche sospesi gli europei a scrutare con sospetto e speranza la posizione dell’area di alta pressione sulla carta meteorologica (il famoso anticiclone delle Azzorre che da noi porta l’estate e il caldo tropicale).

In mezzo all'Atlantico

Equidistanti da Vecchio e Nuovo Continente sono la sintesi riuscita di entrambi, soprattutto dal punto di vista naturalistico: vulcani, che dunque fanno crescere rigogliosamente tutto (dall’ananas alla vite), abbastanza alti sul mare per raffreddare l’aria umida dell’oceano e innaffiare regolarmente, con cura, la flora lussureggiante che li ricopre. E Flores, fiori in portoghese, è la prima che proponiamo nel reportage con meta finale São Miguel, la più grande delle Azzorre (745 km quadrati, 5 volte Flores) passando per Pico (quasi il doppio di Flores), l’isola vulcanica che ospita l’omonima montagna, la più alta del Portogallo (2351 metri, se pur dalla base sottomarina alla cima, il vulcano di Pico raggiunge oltre 6000 metri complessivi, perché gran parte del cono è sotto il mare). Andrebbero visitate tutte e nove, avendo tempi lunghi e slow, ognuna con il suo quid spettacolare, terre verdissime e fertilissime colorate di turchese (delle ortensie) e smeraldo (dell’acqua), in una natura, cultura e tradizioni che dialogano col mare e con la storia dell’identità azzorriana: Terceira, la terza più grande e la terza in ordine di tempo, da cui il nome, ad essere scoperta (402 km quadrati), São Jorge (244), l’isola del noto e squisito formaggio vaccino, Faial (173) con le sue storie (e musei) di balenieri ed eruzioni, Santa Maria (97) con il suo “deserto rosso” difronte a Ponta Delgada, capitale amministrativa e regionale delle Azzorre e Graciosa (61 km quadrati), un nome che la dice tutta.