Sperdute nell’immensità dell’Oceano Atlantico, le Azzorre sembrano soltanto un punto sulla mappa. Una volta raggiunte, si scopre un luogo sospeso fra sogno e realtà, dove la natura domina incontrastata. São Miguel, la più grande e popolata delle nove isole che compongono l’arcipelago portoghese – nota come “l’isola verde” – sorprende con il suo mosaico di paesaggi bucolici e spettacolari. Crateri vulcanici, laghi, scogliere vertiginose a picco sull’oceano, vallate ricoperte da una vegetazione lussureggiante su cui pascolano le mucche, strade incorniciate da un tripudio di ortensie blu e bianche, sorgenti termali, piantagioni di tè, coltivazioni di ananas, cascate nascoste e parchi rigogliosi. Il clima subtropicale mantiene temperature miti anche in estate, rendendola una meta perfetta per una vacanza dinamica a contatto con la natura, in primis per chi pratica l’escursionismo. Per raggiungere São Miguel è anche possibile usufruire del volo diretto (fino al fine settembre) con la compagnia Sata Azores che, in quattro ore, conduce in un eden atlantico sempreverde.

Meraviglie d’acqua e di terra

Il viaggio alla scoperta dell’isola verde delle Azzorre può cominciare da uno dei suoi luoghi più iconici: il cratere vulcanico di Sete Citades, inserito tra le sette meraviglie naturali del Portogallo. Al suo interno brillano i suggestivi Lagoa Azul e Lagoa Verde, due laghi che, secondo la leggenda, sono nati dalle lacrime di un pastore dagli occhi verdi e da quelli di una principessa dagli occhi azzurri, impossibilitati a vivere il loro amore. Questi specchi d’acqua possono essere ammirati da diversi belvedere, miradouro, immersi nella vegetazione. Tra i più spettacolari c’è quello della Grota do Inferno, raggiungibile attraverso un sentiero che parte dal Lagoa do Canário; da una altitudine di 800 metri si apre una vista incantevole da cui ammirare il cratere di Sete Citades, i laghi Azul, Santiago e Rasa. Un’altra prospettiva suggestiva si ha dal miradouro Vista do Rei, così chiamato in onore della visita del re D. Carlos e dalla regina D. Amélia nel 1901. Procedendo verso il centro dell’isola la natura continua a stupire con Lagoa do Fogo, un altro lago vulcanico incastonato in una caldera collassata e dichiarato riserva naturale dal 1974. La strada che lo costeggia è accessibile in auto solo al mattino (prima delle 9) e la sera (dopo le 19), mentre durante il giorno è percorribile con navette pubbliche. Lungo il tragitto diversi belvedere offrono scorci spettacolari su questo paesaggio incontaminato, dominato da una vegetazione fitta e rigogliosa.