È partito il licenziamento collettivo per 2500 lavoratori delle imprese dell’indotto-appalto ex Ilva di Taranto. A comunicarlo è stato Nicola Convertino, presidente dell’Aigi (Associazione italiana giuristi di impresa) che ha inviato ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento. «Si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso», ha spiegato Convertino, definendo un «atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre. Siamo giunti a questo punto a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende».

Le lettere sono arrivate proprio il giorno dopo la fine dei Giochi del Mediterraneo che si sono tenuti nella città di Taranto e che ha visto la partecipazione della premier Giorgia Meloni nella giornata inaugurale.

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Nella sua lettera, Convertino ha criticato le scelte di Comune, Regione e governo di questi anni, ricordando che «un grande complesso siderurgico non diventa ecologicamente innocuo per il solo fatto di cessare la produzione» e «persino chi ritiene inevitabile la conclusione del ciclo integrale dovrebbe esigere una transizione ordinata, finanziata e tecnicamente governata».