L’Italia consolida la propria posizione tra i Paesi ad alta attrattività, spinta soprattutto da un sistema dell’Innovazione d’eccellenza: è quanto emerge dall’edizione 2026 del Global Attractiveness Index (GAI) elaborato da The European House Ambrosetti, documento che classifica l’attrattività dei sistemi economici di 146 economie mondiali.Nell’undicesima edizione del documento l’Italia conferma il 17° posto registrato nel 2025, che la classifica tra i Paesi a “medio-alto potenziale di attrazione”, seppur nella parte bassa del cluster. Una conferma che, tuttavia, non è indice di immobilismo: lo score complessivo aumenta di 1,3 punti, passando da 60,8 a 62,1.Considerando un orizzonte più ampio, dal 2022 l’Italia ha recuperato 5 posizioni e, nei tre anni in cui ha occupato stabilmente il 17° posto, ha accresciuto il proprio punteggio di 7,3punti, da 54,8 a 62,1.In un quadro europeo caratterizzato da una generale staticità, in cui la Germania scivola fuori dal podio e la Francia perde posizioni, l’area dell’Innovazione si impone come il vero e proprio traino della nostra attrattività complessiva. Si tratta infatti del pilastro in cui il Paese ottiene in assoluto le migliori performance su scala globale, conquistando l’ottavo posto mondiale grazie all’accelerazione degli utilizzatori di internet, saliti all’89,2%, e a una rete commerciale che si colloca al quarto posto al mondo per diversificazione geografica delle esportazioni.Questa spinta tecnologica e commerciale compensa le storiche ombre strutturali sul piano dell’efficienza, pilastro in cui l’Italia è ferma al sessantaduesimo posto globale, frenata da una produttività totale dei fattori tornata in territorio negativo con un calo dell’1,2% nel 2025.Una debolezza a cui si somma una dipendenza energetica dall’estero del 79,6% che, in un panorama internazionale scosso da nuovi blocchi logistici e tensioni geopolitiche, rende l’industria manifatturiera italiana la più esposta d’Europa alle oscillazioni dei mercati.Indice degli argomenti