Tutti gli occhi della Germania e dell’Europa sono puntati sul voto in Sassonia-Anhalt, dove i sondaggi prevedono una vittoria schiacciante del partito d’estrema destra Alternative für Deutschland. In questa intervista a Giovanni de Ghantuz Cubbe, politologo della Goethe Universität Frankfurt am Main, proviamo a coprire i vari aspetti di un’elezione destinata ad avere impatti ben oltre Magdeburgo e dintorni.

Partiamo dalle basi. Che risultato ci si aspetta dalle elezioni del 6 settembre in Sassonia-Anhalt?

Vi sono diversi scenari possibili, il più preoccupante dei quali è la formazione di un governo autonomo di AfD. Per governare da sola, l’AfD deve ottenere più della metà dei seggi nel Parlamento regionale. Questo, tuttavia, non significa necessariamente ottenere più del 50% dei voti espressi. Il motivo è la soglia del 5% prevista dal sistema elettorale: i partiti che non raggiungono questa soglia restano esclusi dalla distribuzione proporzionale dei seggi, che vengono quindi ripartiti tra le forze che entrano in Parlamento. Di conseguenza, l’esclusione di alcuni partiti potrebbe permettere ad AfD di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi anche con meno del 50% dei voti.

Per la prima volta nella storia della Germania del dopoguerra un partito di estrema destra potrebbe guidare il governo di un Land tedesco. Cosa rappresenta questa svolta per la politica tedesca? Detto altrimenti, perché queste elezioni sono così importanti?