Bergamo – Sembrava la scena di un film d’azione, ma era la realtà di una spietata guerra tra bande rivali per il controllo delle piazze dello spaccio nei boschi del Bergamasco. Un'escalation di violenza stroncata da una complessa operazione dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo.
Il bilancio dell’operazione
Quattro fermati, tutti marocchini, un arsenale da guerra sequestrato tra cui Kalashnikov, fucili d'assalto e Skorpion, e l'azzeramento di un commando guidato da E.A.B., 29 anni, noto nell'ambiente criminale come "Botros".
Il raid nel bosco e il Far West in piscina
La scia di sangue e terrore inizia il 15 giugno a San Paolo d'Argon. Un gruppo di 12 uomini incappucciati, armati di fucili d'assalto AK-47, esce dalla fitta vegetazione muovendosi come una squadra militare sulla pubblica via, per poi fuggire a bordo di tre auto. È il primo tentato agguato di Botros contro la fazione rivale guidata da E.R.M., 27 anni, gestore dello spaccio nella boscaglia locale.










