I medici dell'ambiente chiedono di far slittare la prima campanella al Sud fino al 21-23 settembre. Solo l'11% degli istituti italiani è dotato di condizionatori

Dopo genitori, insegnanti e sindacati, anche i medici dell’ambiente lanciano l’allarme sulle temperature estreme attese con la sesta ondata di calore, che rischia di trasformare le aule in ambienti roventi, mettendo a rischio il benessere e la salute di studenti e personale scolastico. A sollevare la questione è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che chiede di posticipare l’inizio del nuovo anno scolastico, previsto, seppur con date diverse a seconda delle Regioni, a partire dalla prossima settimana. Secondo Sima, i cambiamenti climatici che stanno interessando l’Italia «rendono necessarie nuove misure anche nel settore scolastico».

A oggi, infatti, solo l’11% degli istituti scolastici dispone di sistemi di climatizzazione, peraltro destinati principalmente agli uffici amministrativi. Nelle aule, invece, si ricorre prevalentemente ai ventilatori, strumenti che, secondo gli esperti, non sarebbero sufficienti a garantire condizioni di temperatura adeguate. Nei giorni scorsi, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che non intende modificare il calendario scolastico – ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro agli istituti per l’acquisto di apparecchi e dispositivi di raffrescamento. Una cifra che, secondo alcuni sindaci, non sarebbe tuttavia sufficiente a fronteggiare il problema.