Roma, 4 set. (askanews) – Mentre a Bari il Governo celebra il record di longevità dell’Esecutivo, superato oggi il precedente primato del Berlusconi II, Anaao Assomed ricorda che “la stabilità politica non si è tradotta pienamente in stabilità per il Servizio Sanitario Nazionale, né per chi ogni giorno lo tiene in piedi. Un governo può festeggiare i giorni passati a Palazzo Chigi – dichiara Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed -, ma i medici e i dirigenti sanitari contano anche altri numeri: oltre 10mila camici bianchi mancanti negli ospedali, 35mila posti letto tagliati nell’ultimo decennio, più di 5 milioni di giornate di ferie arretrate e mai godute, stipendi inferiori alla media europea, condizioni di lavoro insostenibili, aggressioni al personale in aumento e dimissioni volontarie che esplodono. Questa è l’altra contabilità della sanità pubblica oggi”.
L’Anaao Assomed sottolinea come “la longevità politica non ha coinciso pienamente con le riforme attese da tempo: il decreto ministeriale che fissa i fabbisogni di personale nei reparti risale al 1988, quasi quarant’anni fa, e non tiene conto né dell’invecchiamento della popolazione né di quello degli stessi professionisti. Resta inoltre di fatto in vigore il tetto di spesa per il personale ancorato ai livelli del 2004, che di fatto blocca le assunzioni necessarie a colmare i vuoti in organico”.






