«L’Europa è diventata soggetta a pericoli multipli più frequenti e intensi. In particolare a combinazioni di ondate di calore, siccità ed eventi di precipitazioni estreme». A parlare è il ricercatore del Cmcc Jonathan Spinoni, tra gli autori dello studio intitolato Increasing frequency and intensity of single, multiple and concurrent meteorological hazards in Europe from a high-resolution dataset (1961–2020) e pubblicato su Environmental Research: Climate. Utilizzando HERA, un nuovo dataset paneuropeo con risoluzione di circa 1,5 chilometri, sviluppato dal Joint Research Centre della Commissione europea, i ricercatori hanno tracciato cinque tipi di eventi estremi: ondate di calore, ondate di freddo, siccità meteorologiche, precipitazioni estreme e condizioni favorevoli agli incendi. Lavorando su scale temporali mensili e su un livello di dettaglio spaziale fine, gli autori dello studio identificano dove diversi pericoli si manifestano insieme e come questi schemi siano cambiati tra il periodo passato 1961–1990 e il più recente 1991–2020.
«Questo studio utilizza dati climatici ad altissima risoluzione per analizzare la presenza di cinque estremi climatici in Europa a partire dal 1961», spiega Spinoni. «Oltre ad analizzare i cambiamenti nella frequenza di questi cinque estremi, lo studio si concentra sulle possibili combinazioni di due o più pericoli che si verificano nello stesso mese».







