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Prima gli insulti da bulli in via Teulada e, subito dopo, l’ennesimo post al veleno di Ranucci. Ecco perché più di qualcuno avrebbe ipotizzato un “attacco telecomandato” da parte dei fidati di Sigfrido contro il vertice Rai, reo di aver sostituito il loro capo dopo l'interrogatorio del faccendiere Lavitola, che rivelava di aver organizzato l’attentato dello scorso 16 ottobre al fine di fargli rafforzare la scorta.
Il punto di rottura avviene, nel cortile di via Teulada, quando Salvo Sottile, anchorman di Ore 14, considerato dai più l’"antitesi" al modello Sigfrido, si reca per la conferenza sui palinsesti. Prima del confronto sul nuovo programma, il giornalista siciliano incrocia due tra i più noti collaboratori di Report, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Basta un semplice «come va» per far scattare il putiferio. «Pezzo di m…a», «vai a fare in c…o» e «venduto» sarebbero soltanto alcune delle battutacce rivoltegli dai colleghi. A ricostruire l’accaduto è la stessa vittima dell’agguato verbale che, per stemperare gli animi, parla di «nervosismo» e «cose che non dovrebbero succedere». Detto ciò, l’obiettivo, per chi conosce certi ambienti, sarebbe stato un altro: bersagliare chi non avrebbe espresso solidarietà ai colleghi. Un qualcosa che viene fuori, d’altronde, proprio dall’ultima uscita pubblica del conduttore sospeso.











