Salvo Sottile è tornato a parlare del caso Report e di Sigfrido Ranucci. Lo ha fatto in una intervista alla vigilia del suo ritorno in tv alla guida del programma lasciato da Milo Infante, Ore 14. Sottile ha difeso la sua posizione critica nei confronti di Ranucci, parlando di “mitomania assoluta” e ha spiegato come è nato il diverbio tra lui e due inviati di Report nel cortile di una sede Rai.
Salvo Sottile e le nuove critiche a Sigfrido Ranucci
Le accuse di “mitomania” a Ranucci e lo scontro con gli inviati di Report
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Salvo Sottile e le nuove critiche a Sigfrido RanucciSalvo Sottile, a partire da domani, sarà alla guida di Ore 14, il format dedicato alla cronaca e all’attualità condotto fino alla scorsa stagione da Milo Infante su Rai Due. Dal 24 settembre, inoltre, ogni giovedì Sottile condurrà una versione del programma per la prima serata.Nell’intervista rilasciata al Messaggero, il conduttore non ha lesinato ulteriori critiche a Sigfrido Ranucci, ex conduttore di Report.ANSASalvo Sottile e Paolo Corsini, direttore di Rai DueLe accuse di “mitomania” a Ranucci e lo scontro con gli inviati di ReportLa domanda prende spunto dal diverbio, avvenuto nella sede Rai di via Teulada a Roma, tra lui e i due inviati di Report Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. “Gli ho detto ‘come va’ e loro mi hanno risposto dandomi del venduto e del pezzo di merda”, ha detto Salvo Sottile al Messaggero.Specificando di non avere intenzione di chiedere provvedimenti disciplinari, Sottile ha spiegato così l’accaduto: “Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa le domande a tutti, di ogni tipo, e continuerà a farle”.Stuzzicato ancora su Ranucci e sull’inchiesta che qualche anno fa chiamò in causa il padre, completamente estraneo ai fatti, Sottile non si è risparmiato: “In quell’occasione, senza scrupoli, fece arrivare schizzi di fango a una persona estranea ai fatti, citata solo come suggestione. E poi Ranucci ora si paragona a Falcone, Borsellino e Giulio Regeni, siamo nella mitomania più assoluta”.












