È una sfida sempre suggestiva quella che accompagna il Ravenna all’Adriatico di Pescara. Una sfida che, peraltro, torna dopo 17 anni. L’ultimo precedente è infatti quello dell’ottobre 2009, in Prima divisione di Legapro, quando i giallorossi di Vincenzo Esposito persero 2-1 (Ganci, Anzalone e rigore di Bonanni). Nel Pescara di Cuccureddu cominciava a mettersi in luce un certo Marco Verratti.
Il libro dei precedenti parla di 16 scontri diretti, con un bilancio non del tutto negativo, fatto di 4 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. L’unico confronto diretto non riconducibile all’epoca moderna è anche quello più ‘doloroso’, ovvero quello del 1940-41 che vide le due squadre chiudere al 1° posto, a parimerito, a quota 42 (un punto in più del Teramo) il girone F del campionato di serie C. Il Pescara però ottenne la promozione in B in virtù del miglior quoziente reti. Per festeggiare la storica promozione fra i cadetti, il Ravenna dovette aspettare addirittura 53 anni.
La prima volta all’Adriatico – stadio inaugurato nel 1955, a pochi metri dal mare e dalla pineta Dannunziana – non porta tuttavia ricordi piacevoli, perché il Ravenna, matricola in serie B e aggrappato alle ultime speranze di salvezza, perse nettamente 4-1, nonostante il sostegno di 400 tifosi scesi in Abruzzo con un treno speciale. Era il 1° maggio 1994, giorno tristemente passato alla storia dello sport per la morte di Ayrton Senna sulla pista di Imola.








