Sono rimasti per nove giorni in un tunnel, bloccati dalla micidiale ondata di fango e detriti che il 26 agosto ha devastato alcune valli del nord del Nepal e del Tibet. Finché venerdì mattina, alle prime luci dell'alba, una squadra di soccorritori non li ha ritrovati, provati ma ancora in vita dopo così tanto tempo.
Da un angusto varco scavato nel terreno, i soccorritori hanno estratto tra gli applausi prima un uomo e poi un altro. I due hanno ricevuto le prime cure sul posto, poi sono stati trasportati in elicottero in un ospedale di Kathmandu. Uno di loro ha guardato le persone attorno a lui e ha congiunto le mani in segno di ringraziamento prima di essere portato a bordo del velivolo.
Le persone tratte in salvo lavoravano nella galleria Trishuli 3A: uno dei 12 tunnel delle stazioni idroelettriche di questa vallata dell'Himalaya sul versante nepalese della frontiera. Sono due delle centinaia di operai che ancora risultano dispersi dopo la catastrofe. Secondo il governo di Kathmandu, alla fine della scorsa settimana 279 persone sono state salvate in varie strutture delle stazioni idroelettriche. Ma non è chiaro quanti fossero gli operai nei tunnel al momento della sciagura, provocata dal crollo improvviso di un ghiacciaio.










