HomeRavennaCronacaParole su carta di giornale. Orioli e una mostra di collageAlla Classense un’esposizione del giornalista-artista con contaminazioni tra caratteri tipografici differenti. Inaugurazione alle 18 di oggi .Alla Classense un’esposizione del giornalista-artista con contaminazioni tra caratteri tipografici differenti. Inaugurazione alle 18 di oggi .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Biblioteca Classense di Ravenna inaugura alle 17 di oggi la mostra ’Parole ad altezza d’uomo’ ospitata nella Manica Lunga. In esposizione, circa trenta opere di Alberto Orioli, giornalista che da una quindicina d’anni affianca all’attività professionale quella artistica. L’esposizione, visitabile fino al 17 ottobre, rientra nell’ambito del Settembre dantesco promosso in occasione del 705° Annuale della morte del Sommo Poeta. La mostra si articola infatti in tre sezioni: ’Menabò’, ’Elementi formali’ e ’Dante’ (nella foto), quest’ultima dedicata a una serie di opere nate dalle pagine della Commedia, selezionate da edizioni internazionali e dalle riproduzioni digitali dei rari incunaboli quattrocenteschi conservati nelle collezioni della Classense.

Orioli celebra la bellezza delle parole stampate su carta di giornale nelle lingue di tutto il mondo. I suoi collage creano contaminazioni tra caratteri tipografici differenti, dando vita a una sorta di lingua visiva, puramente emozionale, che diventa eco di una lingua ancestrale, universale e unica: una lingua che oggi si può, come suggerisce l’artista, "parlare e ascoltare con gli occhi". Al centro della ricerca di Orioli c’è anche una riflessione sul linguaggio contemporaneo e sul tragico lessico imposto dal contesto globale delle guerre in corso, con il carico di violenza, aggressività e polarizzazione amplificato dalla nuova cultura dei social network. Il titolo della mostra assume così un significato ambivalente: se da un lato le opere denunciano l’uso delle parole come strumento di conflitto, dall’altro tendono a costruire un linguaggio universale, gioioso, inclusivo, solidale e pacifico, un sistema di parole che sia davvero "all’altezza dell’essere umani", degno di raccontare la bellezza di un nuovo umanesimo.