Le immagini di Izidor Jamnik, della moglie Petra Kobolt, e della figlia Ema, morti per le ferite riportate nell’esplosione avvenuta nel loro alloggio di un B&B a Mileto. Izidor l’ingegnere con la passione della filatelia, Petra, assistente sociale devota ad aiutare il prossimo, e la piccola Ema di cui è in rete un tenero video di una sua esibizione canora
Una comunità intera si è stretta nel dolore attorno alla famiglia Jamnik-Kobolt, distrutta dalla tragedia avvenuta il 25 agosto nel B&B Villa Mary di Mileto, nel Vibonese. Prima è morto Izidor Jamnik, 48 anni, poi la moglie Petra Kobolt, 44 anni, e infine, nelle ultime ore, la piccola Ema, di appena 10 anni. A Ravne na Koroškem, in Slovenia, il lutto ha assunto le proporzioni di una perdita collettiva.
I tre erano rimasti gravemente ustionati nell’esplosione e, nonostante i soccorsi immediati, erano stati trasferiti in ospedali diversi per l’estrema gravità delle condizioni: Izidor a Palermo, Petra a Catania, Ema a Bari. Nessuno dei tre è sopravvissuto alle conseguenze delle ustioni.
Izidor Jamnik, l’ingegnere con la passione della filatelia
Izidor era descritto da chi lo conosceva come un uomo affidabile, solido, pieno di idee e di progetti per il futuro. Ingegnere elettronico di formazione, dirigeva la filiale locale della società Schrack a Slovenj Gradec. Nel tempo libero era una figura di riferimento nel mondo associativo: faceva parte del gruppo Kolping e di un club di alpinisti, ma il suo impegno più duraturo era nel Circolo filatelico della Carinzia (Koroško filatelistično društvo), dove per vent’anni aveva fatto parte del comitato direttivo, ricoprendo il ruolo di segretario negli ultimi quindici.






