Pubblicato il: 03/09/2026 – 19:46

di Mariateresa Ripolo

CROTONE Un primo punto fermo sulle responsabilità materiali degli scafisti, ma sulla spiaggia di Steccato di Cutro il peso della verità continua a gravare come una ferita aperta. La giustizia mette un primo tassello definitivo sulla tragedia del 26 febbraio 2023, ma a più di tre anni da quella notte, il percorso per arrivare a una verità completa resta lungo e spezzato su due strade diverse. Da una parte c’è la decisione della Corte di Cassazione, che ha confermato senza più possibilità di appello la condanna a 20 anni di carcere e 3 milioni di euro di multa per Abdessalem Mohamed, il cittadino siriano riconosciuto tra i responsabili alla guida del caicco Summer Love. Dall’altra c’è l’aula del Tribunale di Crotone, dove si continua a scavare per capire cosa sia successo davvero nella catena dei soccorsi e perché 94 persone, tra cui 35 bambini, siano morte a pochi metri dalla riva. È un doppio binario giudiziario che vedrà un momento decisivo il prossimo 18 settembre, quando riprenderà il processo a carico dei sei militari, tra Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto, accusati dei ritardi nei salvataggi.

Le condanne dei presunti scafisti, il rinvio ad ottobre e le ombre