Registi a cui tutto è permesso: Werner Herzog. Da più di cinquant'anni ormai questo autodidatta cresciuto in uno sperduto paesino senza cinema né tv alterna e remixa ogni possibile genere o soggetto, disegnando un mondo tutto suo con libertà concessa solo a chi fa animazione. Mentre l'autore di “Fitzcarraldo” e di tanto fantastico cinema della realtà non dimentica mai le sue radici documentarie. Ma rimette ogni volta tutto in gioco con una libertà che può sembrare provocazione. O semplice e legittima stravaganza. Di quelle che a volte rivelano realtà invisibili a occhio nudoProtagoniste del suo nuovo film, in gara a Venezia e dedicato a David Lynch, sono infatti due sorelle quasi identiche che pensano all'unisono, parlano all'unisono, amano all'unisono. Fino a essere denunciate dall'uomo a cui hanno votato una passione totale (e gioiosamente corrisposta in spiritose sedute a tre) senza immaginare che il fellone è regolarmente sposato. Le due spericolate amanti dell'amore sono le vere sorelle Rooney e Kate Mara, per la prima volta insieme sullo schermo. Il macho che approfitta di loro, un istrionico Orlando Bloom. Mentre Il film si intitola “Bucking Fastard”, come il lapsus in cui Jeanie e Joanie incappano in sincrono, per giunta in tribunale.Ma questo è solo il prologo, l'avvio di un film così libero che andando avanti sbanda, si rialza, si ripete, un poco si perde. Finendo per diventare un inno condivisibile ma non imprevedibile alle sacre forze dell'eros e dell'innocenza, minacciate da un mondo in cui tutti sanno o credono di sapere tutto. E comunque preferiscono il controllo, dunque la distanza, alla presenza fisica, con tutti i suoi rischi.Chi ricorda “Lo and Behold”, il bellissimo docu di una decina d'anni fa che vedeva Herzog aggirarsi ai confini del nuovo universo digitale (con apparizione da brividi del giovane Elon Musk), sentirà aria di famiglia. Anche se a forza di simboli, piroette, digressioni, il maestro sperpera in parte il capitale emotivo e visivo che aveva a disposizione. Fino a sprofondare in una specie di fiaba parawagneriana ambientata nell'immensa e spettacolare voragine di Deerness, alle isole Orcadi. Se ne esce stupiti ma soprattutto perplessi. Grandi applausi comunque, e sala stracolma a Venezia.
Bucking Fastard di Herzog è un inno condivisibile ma non imprevedibile alle sacre forze dell'eros e dell'innocenza
Se ne esce stupiti ma soprattutto perplessi. Grandi applausi comunque, e sala stracolma a Venezia











