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Roberto Pezzali

Lenovo ha deciso di usare la tecnologia AirJet di Frore su un concept di laptop che pesa meno di 830 grammi ed è sottile quanto un tablet. Le prestazioni ci sono, le ventole no.

La tecnologia non è nuova, ha qualche anno di vita alle spalle, ma nessuno aveva mai progettato un laptop attorno alla tecnologia AirJet, aprendo così le porte ad un futuro in cui le ventole, e le problematiche a esse connesse, potrebbero essere solo un ricordo del passato. Lenovo porta a IFA Project AeroBlade, un concept da 14 pollici che promette prestazioni da laptop classico con uno chassis di meno di 10 mm di spessore e meno di 830 grammi di peso. La sfida non è ovviamente quella di rinunciare alle ventole, esistono già diversi design fanless, ma quella di riuscire ad avere le dimensioni e il peso di un ultrabook gestendo però il carico termico richiesto da processori che solitamente vengono montati su chassis più spessi, proprio per lasciare spazio a ventole e heat pipe.

Alla base di tutto c'è Active Flow, una soluzione di dissipazione sviluppata da Lenovo insieme a Frore Systems, l'azienda californiana che possiamo definire la pioniera del raffreddamento allo stato solido. Active Flow usa un dissipatore in rame che distribuisce il calore del processore, nel concept viene usato un Lunar Lake di Intel, verso quattro moduli AirJet Mini G2, la seconda generazione del chip di raffreddamento attivo di Frore. Sono visibili nella foto sopra: quattro piastrine di appena 27 × 41,5 × 2,65 mm, capaci di dissipare 7,5 W di calore ciascuna, con un consumo massimo di circa 1,2-1,75 W e una rumorosità dichiarata di 21 dBA, ai limiti della percettibilità umana.