A tre giorni dall’incendio nell’area PIP di Airola, il rogo non è ancora completamente spento e i primi rilievi Arpac registrano diossine oltre il valore di riferimento

@Comune di Montesarchio/Facebook

A tre giorni dall’incendio divampato nell’area PIP di Airola, in provincia di Benevento, il rogo non è ancora completamente spento e cresce l’attenzione per i dati ambientali. I primi rilievi Arpac sottolineano infatti una concentrazione complessiva di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, un valore superiore al parametro di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ utilizzato dalla comunità scientifica.

Le fiamme, scoppiate il 31 agosto nello stabilimento della Ecoenergy, hanno interessato un’area di circa 26mila metri quadrati e provocato il crollo parziale della struttura. Sul posto continuano a operare i Vigili del Fuoco, impegnati nello spegnimento dei focolai residui, nello smassamento dei materiali e nella rimozione delle macerie.

Ne abbiamo parlato qui: Maxi incendio nell’area industriale di Airola (Benevento), in fiamme un deposito di rifiuti: “barricatevi in casa”