La legge elettorale

Tante le incognite ma il redde rationem sarà il 9 settembre, data in cui il testo approderà al Senato. La Russa: «Era caldeggiato a sinistra», Schlein: «Governo a pezzi», Vannacci: «Pensano alle poltrone»

Christian Gaole

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Il ballottaggio non s’ha da fare, la voce è unanime sia a destra che a sinistra. Per i due maggiori azionisti in Parlamento, Fratelli d’Italia e Partito Democratico, non cambierebbe nulla, anzi, il contrario. Chi arranca, invece, qualche problema potrebbe averlo. La proposta di legge elettorale, così come è stata emendata da FdI, escluderebbe i partiti o i movimenti che non superassero il primo banco di prova e richiamerebbe alle urne gli italiani nelle due settimane successive al voto per scegliere le due liste in vantaggio.