Qualche mese fa sembrava quasi che Park Towers potesse diventare il simbolo della riscossa di Palazzo Marino contro le inchieste sull’urbanistica. Prima l’assoluzione dei funzionari davanti alla Corte dei Conti a luglio, poi le rivendicazioni sulla buona fede degli uffici e sulla complessità di regole che per anni avevano governato lo sviluppo immobiliare milanese. Ma la partita, evidentemente, era tutt’altro che chiusa.

La tegola dell’inchiesta urbanistica per Sala

Un decreto firmato il primo agosto dalla gip di Milano, Angelica Cardi, riporta al centro dell’inchiesta uno dei nodi originari dell’operazione di via Crescenzago, quello della qualificazione edilizia delle Park Towers e dei benefici fiscali che ne sarebbero derivati. Il provvedimento è stato emesso su richiesta dei pm Paolo Filippini, Luisa Baima Bollone e Mauro Clerici, coordinati dall’aggiunto Paolo Ielo, nell’ambito di un nuovo filone penale collegato all’inchiesta urbanistica. Le ipotesi contestate sono truffa aggravata ai danni dello Stato e indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti.

Secondo l’accusa, la qualificazione dell’intervento come ristrutturazione edilizia invece che come nuova costruzione avrebbe consentito a Bluestone Crescenzago di maturare crediti fiscali legati al Sismabonus che non sarebbero spettati. La società è indagata anche ai sensi del decreto legislativo 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.