«La tua casa affacciata sul Parco», prometteva la pubblicità che reclamizzava le «Park Towers» a Crescenzago davanti al parco Lambro: due torri di 23 e 16 piani alte 81 e 59 metri, uno stabile alto 10 metri, 113 appartamenti, 50 box e 50 posti auto, sulle ceneri di due demoliti fabbricati di soli due piani e un piano. «La tua casa affacciata sul Parco» anche se il presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica per la Lombardia (poi non coinvolto nelle indagini, e consulente di difese dei costruttori in altre inchieste), ignaro di essere intercettato non esitava a definirla una «roba che grida vendetta (...) Com’è possibile che abbiamo distorto la norma in maniera tale? — si chiedeva al telefono con domanda retorica attinente in generale la questione urbanistica in città —. Abbiamo sbagliato, magari l’abbiamo fatto scientemente di sbagliare (...) È chiaro che, se un magistrato vede una roba così, dice: “Ma non è possibile”. Come fai a convincerlo?». In effetti.
Milano, in sei a processo per le Park Towers a Crescenzago: lottizzazione abusiva e falso. «Abbiamo sbagliato, magari lo abbiamo fatto apposta»
Il caso delle due torri sorte con il pretesto della «ristrutturazione». Nel fascicolo presenti tutti i temi della nuova inchiesta della Procura. Rinvio a giudizio anche per il costruttore Bezziccheri








