È servita la Procura per far cambiare rotta a Palazzo Marino. Dopo anni di prassi consolidate, sono state le inchieste urbanistiche a spingere il Comune a riscrivere le regole. A raccontarlo sono le 119 pagine con cui il Tribunale di Milano ha motivato l’assoluzione degli otto imputati per Torre Milano.

La sentenza ricorda che il 23 febbraio 2024, un mese dopo la prima pronuncia del Gip, la giunta varò nuove linee urbanistiche per recepire «le tesi più restrittive rispetto al passato» emerse dalle ipotesi accusatorie della Procura e dalle prime decisioni cautelari.

L’inchiesta a Milano sull’urbanistica

Ma dalle stesse carte emerge anche un altro aspetto, cioè un buco potenziale superiore ai quattro milioni di euro. È la forbice tra quanto Palazzo Marino ha incassato per la monetizzazione degli standard di Torre Milano e quanto, secondo il calcolo prospettato dalla Procura, avrebbe potuto ottenere con una diversa qualificazione dell’intervento.

Gli standard urbanistici sono le aree che un intervento edilizio deve destinare ai servizi pubblici, come verde, parcheggi, scuole e altre attrezzature collettive. In alcuni casi, invece di cederle al Comune, il costruttore può versare una somma equivalente. È la cosiddetta monetizzazione.