Lasciare la Sicilia: una scelta difficile ma inevitabile per chi ha «delle ambizioni», per citare un celebre passaggio de La meglio gioventù. Per la playmaker palermitana, approdata da pochi mesi nel tempio della WNBA tra le stelle del basket planetario, quella partenza era il prezzo da pagare per inseguire un talento che a casa rischiava di restare ingabbiato. Un salto nel vuoto verso un mondo sportivo all'opposto per cultura e ritmi, dove la grinta costruita sotto il sole dell'Isola è diventata la sua arma in più.

Palermo, Battipaglia, Schio e ora Dallas. Suona così la scalata al sogno coronato da Costanza Verona. Dalle macchinate infinite sulle provinciali siciliane, tra tornanti e quattro ore di viaggio per una partita giovanile a Ragusa o Enna, fino ai rettilinei a sedici corsie della Interstate 30, l'infinita freeway che sfreccia da Arlington, in cui Costanza gioca le partite casalinghe, al centro di Dallas. Nel tragitto, la cestista classe 1999 ha portato a casa tre Scudetti, cinque Coppe Italia, tre Supercoppe, uno storico bronzo in EuroLega e con le azzurre l’oro all’Europeo Under 20 in Repubblica Ceca nel 2019.

Adesso ‘Cocca’ è pronta ad indossare la casacca azzurra in vista dei Mondiali in Germania, in programma dal 4 al 13 settembre. Per l’ultimo mondiale giocato dalle azzurre bisogna tornare indietro di 32 anni, all’estate 1994 in Australia.