La Fondazione Gimbe fotografa lo stato del nostro sistema sanitario dopo 16 anni di tagli: la spesa pro capite continua a scendere al di sotto della media europea
Nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si trova al quindicesimo posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. Si tratta di una spesa di oltre mille dollari (a persona) in meno rispetto agli altri Paesi europei. A raccontarlo è uno studio della Fondazione Gimbe, realizzato sulla base dei dati Ocse. Lo studio evidenzia come la spesa pubblica per la sanità in Italia è di appena il 6,2% del Pil. Per fare un paragone, la Germania spende circa l’11% del Pil, quasi il doppio di noi.
Una situazione che rischia di alimentare un circolo vizioso perché meno risorse significano meno personale, servizi più difficili da garantire, tempi di attesa più lunghi e, di conseguenza, un numero crescente di cittadini costretti a rivolgersi al settore privato o a rinunciare alle cure. Come si legge nell’ottavo rapporto sulla sanità Gimbe: «Il fiore all’occhiello del Paese si è ormai avvizzito e oggi la vera emergenza del Paese è la tutela della salute secondo quei princìpi di universalità, uguaglianza ed equità che tutto il mondo ci ha sempre invidiato. Un fallimento totale delle politiche sanitarie che stanno trasformando un diritto universale in un privilegio per pochi».













