Roma, 2 settembre 2026 – Troppi tagli alla spesa sanitaria, l’Italia diventa fanalino di coda in Europa e tra i Paesi del G7. Tra liste di attesa infinite, ticket in rialzo e cittadini costretti a ricorrere ai privati anche per i controlli di routine, a farne le spese sono i cittadini. I dati del 2005 parlano chiaro: con una spesa sanitaria pubblica intorno al 6,2% del Pil, l’Italia slitta al 15esimo posto tra i Paesi europei dell'area OCSE e in ultima posizione tra quelli del G7. E sul fronte della spesa pro-capite, a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato 36 miliardi di euro. Lo rende noto Fondazione Gimbe.
"Il prezzo più alto lo pagano i cittadini: liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata. Il risultato? Impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, quasi una su dieci", dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Ecco la situazione nel dettaglio.












