Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’Unione europea, stretta nella morsa cinese e statunitense sul commercio, prende fiato guardando oltre. Entro fine anno l’obiettivo è chiudere accordi commerciali con India, Indonesia e Australia e rinforzare il coordinamento politico ed economico con il Canada su Ucraina, sicurezza nell’Articolo, commercio e difesa. Questo il quadro emerso durante l’audizione in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo da parte di Ditte Juul Jorgensen, direttrice generale del DG Trade.
Usa e Cina tra colloqui difficili e volatilità
La tassa sui pacchi extra Ue di tre euro, i dazi al 50% sull’acciaio extra Ue per proteggere il mercato siderurgico e quelli sulle auto elettriche sono tutte misure che l’Unione europea ha introdotto contro la Cina per cercare di proteggere i settori più strategici europei dal surplus commerciale cinese. Il dialogo con la Cina non è però semplice. «Ciò che osserviamo in relazione alla Cina è una crescente dipendenza dalla concentrazione, anche in settori strategici, che rappresenta un rischio per l'Unione europea: abbiamo un deficit commerciale in aumento, 360 miliardi nel 2025, e vediamo che la Cina sta prendendo sempre più piede nella catena del valore. Si tratta di una situazione insostenibile che richiede un riequilibrio. Non possiamo permetterci questo grado di concentrazione e dipendenza». Maros Sefcovic, commissario europeo per il commercio e la sicurezza economica






