Bologna, 3 settembre 2026 – Parole, bilanci, numeri e finanze. E poi ancora mercato, l’addio-lampo del “nervoso” Rowe con la cessione sul gong all’Atalanta, fino ad arrivare alla possibile costruzione del nuovo stadio in città. Questi, alcuni dei capitoli sparsi all’interno della lunga conferenza stampa di oggi a Casteldebole dall’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci, di fronte alla stampa e virtualmente già di rimbalzo sugli schermi dei tifosi e appassionati, assetati di risposte dopo un’estate di cessioni dolorose e significative e forse - ma non secondo l’ad rossoblù -, di arrivi mancati in alcuni reparti (centrocampo).

“Non sarà un anno di transizione ma di ricostruzione, facendo un calcio sostenibile"

Parlerà il campo, lo stesso che spazzerà via anche le parole e i numeri: lì i bilanci, almeno per 90 minuti, si accomodano in panchina, e il pallone sarà il giudice unico per tutti. Già da domenica col Sassuolo al Dall’Ara: nessuna sfida da dentro-fuori - e ci mancherebbe anche alla terza giornata -, ma un’occasione preziosa per ridare entusiasmo e voglia alla piazza e ai 20mila e oltre abbonati.

Oltre a infondere fiducia a mister Tedesco e al gruppo, dopo la buona ma sfortunata prova di Bergamo, cercando di muovere una classifica impalata allo zero, dopo le prime due giornate. “Non sarà un anno di transizione ma di ricostruzione, facendo un calcio sostenibile – assicura Fenucci nel cappello iniziale, riproponendo poi lo stesso mantra nel corso della conferenza, mentre porta alla luce numeri e strategie del club -. L’idea e il piano che abbiamo seguito in questa campagna investimenti non è slegata rispetto a quanto portato avanti nell’ultimo quadriennio. Da quando siamo partiti con questo progetto abbiamo investito 280 milioni e non li abbiamo incassati. È stato un programma di investimenti che, nel momento in cui siamo andati in Europa, ci ha portato ad acquistare anche giocatori con ingaggi più alti rispetto agli standard del club”. L'allenatore Domenico Tedesco