La storia è quella di una tragedia, con la madre che compie l’orrore più insondabile. Uccide i suoi figli. Li strangola con tre fasce elastiche da ginnastica uno ad uno nel seminterrato di casa. Cora, Dawson e Callan, avevano rispettivamente 5 anni, 3 anni e otto mesi. Lei è Lindsay Clancy, ex infermiera di ostetricia: oggi ha 36 anni, all’epoca dei fatti – il 24 gennaio 2023 – tre di meno e vari tentativi di ricovero e farmacologici per uscire da pensieri suicidi, insonnia. Forse anche psicosi post-partum. Nel 2022 aveva iniziato un programma di cura proprio per la depressione insorta dopo la nascita dei bimbi. Dopo avere compiuto il triplice omicidio si è tagliata i polsi e il collo e si è gettata dal secondo piano. Ha cercato la morte, quella che aveva appena dato, senza trovarla. È rimasta paralizzata dalla cinta in giù. Davanti al giudice, in aula, si è presentata sempre così: sulla sedia a rotelle, con lo sguardo fisso, in perenne silenzio e impassibile, ripresa di profilo dalle telecamere in un processo che negli Stati Uniti è stato trasmesso in diretta streaming e ha richiamato grande attenzione mediatica, riaccendendo il dibattito sulla salute mentale materna. Il caso ha inoltre provocato profonde divisioni nell’opinione pubblica riguardo alla colpevolezza della donna e alle problematiche psicologiche e psichiatriche nel periodo successivo al parto.
Lindsay Clancy uccise i suoi tre figli: giuria in stallo
Trenta ore di camera di consiglio e ancora nessun verdetto: il caso Lindsay Clancy divide l'opinione pubblica.













