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George Clooney fu ospite per la prima volta alla Mostra del cinema di Venezia nel 1998, per il film Out of Sight. Quando ci tornò, cinque anni dopo con Prima ti sposo poi ti rovino dei fratelli Coen, già aveva stabilito un grande rapporto con l’Italia acquistando una villa sul lago di Como come residenza estiva. Due anni dopo avrebbe presentato a Venezia il suo secondo film da regista, Goodnight, and Good Luck, che proprio partendo dalla mostra riuscì ad arrivare a sei candidature agli Oscar compresa la prima per Clooney da regista.
Da quel momento si è creato un legame come non ce sono altri nel cinema contemporaneo. Ieri la Mostra ha consegnato a Clooney il Leone d’oro alla carriera, a suggello di un rapporto quasi trentennale.
Già Out of Sight fu un momento importante nella carriera di Clooney. Era un noir di Steven Soderbergh tratto da un romanzo di Elmore Leonard, e fu per lui il primo film d’autore a cui prendeva parte dopo il successo della serie E.R. – Medici in prima linea e i primi grandi film commerciali come Batman & Robin. Quella prima parte di carriera, più d’azione e molto commerciale, non è rappresentativa del tipo di attore e regista che Clooney ha sempre voluto essere (nonostante sia stata cruciale per crearne la fama), e la Mostra di Venezia nel tempo l’ha aiutato a crearsi un’altra immagine.












