Lexroom: Andrea Lonza, Paolo Fois, Martina Domenicali

Dopo essere entrata negli studi legali e nei dipartimenti legali aziendali, l‘intelligenza artificiale varca ora la soglia dell’università, nel luogo in cui si formano i professionisti che dovranno utilizzarla ogni giorno. Dal prossimo anno accademico Lexroom, scaleup che sta costruendo un’infrastruttura di AI per il lavoro legale in Europa, affiancherà la Scuola di Giurisprudenza dell’Università Bocconi nelle attività di legal clinic e nei laboratori di redazione giuridica.

L’azienda si inserisce in un programma più ampio dedicato all’intelligenza artificiale applicata al diritto, che coinvolge anche realtà internazionali come Harvey e Legora. Il contributo di Lexroom sarà mirato: portare in aula una competenza specifica sui sistemi di civil law e sul diritto europeo, a partire dall’ordinamento italiano.

Nei laboratori, studenti, docenti e ricercatori potranno utilizzare la piattaforma per condurre ricerche su legislazione e giurisprudenza, analizzare documenti e redigere atti, pareri e altri testi giuridici. Ogni risultato prodotto dallo strumento sarà collegato alle fonti da cui deriva, in modo che gli studenti possano risalire al percorso seguito dall’intelligenza artificiale e verificarne l’attendibilità. È proprio questa tracciabilità il tratto distintivo dell’approccio di Lexroom, che si basa su un database proprietario di oltre sei milioni di fonti giuridiche verificate e continuamente aggiornate, combinato con i principali modelli di intelligenza artificiale disponibili sul mercato.