Il round di serie B è arrivato otto mesi dopo quello di serie A da 19 milioni di dollari. Il totale dei capitali raccolti da Lexroom è ora di 73 milioni.

Che cos’è Lexroom

Lexroom, fondata da Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois, è nata per semplificare il lavoro degli avvocati e dei professionisti legali, negli studi e nelle aziende, con l’intelligenza artificiale generativa. La sua piattaforma serve a rendere più rapido e sicuro tutto il flusso di lavoro, dalla ricerca alla redazione di atti, fino alla consulenza.

L’idea dei fondatori è che le applicazioni dell’IA al settore non possano seguire l’approccio della maggior parte dei prodotti oggi disponibili sul mercato, cioè quello di partire da un large language model (llm, modello linguistico di grandi dimensioni) ‘generalista’ e addestrarlo su materiali legali. Lexroom ha costruito un’infrastruttura proprietaria con più di sei milioni di fonti legali verificate e l’ha ottimizzata per la ricerca legale. Un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe risolvere un problema diffuso: sono già stati documentati, si legge in una nota dell’azienda, più di 1.300 atti giudiziari che contengono allucinazioni generate dall’IA, tra citazioni inventate, precedenti inesistenti e fraintendimenti.