"Quando abbiamo fondato Lexroom, due cose erano immediatamente chiare: gli avvocati avevano bisogno di un modo migliore di lavorare, e gli LLM potevano fornirlo. Il tassello mancante erano i dati — leggi sempre aggiornate, giurisprudenza rilevante e atti processuali. I paesi di civil law hanno bisogno di un motore legale AI che ragioni a partire dai dati." Sono le parole di Paolo Fois, CEO e co-fondatore di Lexroom, che oggi annuncia insieme a Martina Domenicali e Andrea Lonza un nuovo traguardo: un round Series B da 50 milioni di dollari, guidato da Left Lane Capital e con la partecipazione di Base10 Partners ed Eurazeo. Un finanziamento che, a soli otto mesi dal Series A da 19 milioni, porta il capitale totale raccolto dalla startup milanese a oltre 73 milioni di dollari, validando una tesi audace: l'AI legale si costruisce partendo dai dati, non dai modelli.
50 milioni in otto mesi: come avete convinto gli investitori? Il Ceo Paolo Fois chiarisce: "Otto mesi è una tempistica insolita, soprattutto per l'Italia, ma è ormai un pattern ricorrente tra le AI companies che creano nuove categorie di prodotto, e conseguenza diretta della nostra velocità di crescita. Siamo passati da €800 mila a €10 milioni di ARR in dodici mesi, e oggi siamo a €16 milioni: una traiettoria che ci colloca tra le AI SaaS a più rapida crescita in Europa. Quello che ha convinto gli investitori è la qualità di questa crescita: utilizzo quotidiano, retention elevata, un prodotto che entra davvero nel workflow dei clienti. E un approccio tecnologico diverso dalla maggior parte dei player: data-first, non LLM-first. Non abbiamo adattato modelli generalisti al mondo legale, ma costruito un'infrastruttura verticale su milioni di fonti giuridiche verificate, localizzate e costantemente aggiornate. È questo che genera affidabilità, e oggi è la vera barriera all'ingresso nel legal AI europeo. Abbiamo chiuso il round in 3 mesi, con una domanda pari al doppio di quanto raccolto."












