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La «stragrande parte» degli ex occupanti abusivi di Spin Time, circa 350 persone evacuate dopo l’incendio avvenuto nel palazzo lo scorso 29 luglio, hanno ottenuto la residenza proprio al civico 55 di via di Santa Croce in Gerusalemme. Lo hanno dichiarato ieri in commissione municipale Patrimonio e Politiche sociali funzionari della ex circoscrizione del Centro. Eppure l’edificio, di cui i movimenti di occupazione si sono impossessati nel 2013, è destinato a uso uffici e non ad abitazioni. Oltretutto il fondo gestore Investire Sgr ne ha sottolineato più volte la pericolosità, l’ultima nella risposta con cui, il mese scorso, il fondo ha declinato l’offerta del Comune che chiedeva la firma di una sorta di pre-intesa, finalizzata all’acquisto del palazzo, per far rientrare il prima possibile gli occupanti evacuati.

Quello dell’Esquilino, ha scritto Investire Sgr al sindaco Roberto Gualtieri, all’assessore alla Casa Tobia Zevi, alla Prefettura e alla Questura, è «un immobile che - lo ricordiamo - non è destinato all’uso abitativo, risulta non agibile (per ragioni non limitate al recente incendio) e manca certamente di impianti a norma di legge e dei prescritti presidi di sicurezza». Lo scambio di missive tra Investire e Roma Capitale è emerso grazie a un accesso agli atti fatto dalla consigliera capitolina di Fratelli d’Italia Mariacristina Masi, ma il Campidoglio di certo conosceva la situazione. Resta un mistero quindi come sia stato possibile concedere la residenza a oltre 300 occupanti abusivi in quel palazzo.