di Andrea Gianni

"I cantieri bloccati e i ritardi non sono l’unico problema: quello che chiediamo è un vero piano casa, una visione che finora è mancata". È il messaggio lanciato da Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia che si candida per un secondo mandato nel board globale dell’International cooperative alliance. Legacoop, che in Lombardia conta 18mila alloggi con canoni medi più bassi del 30% rispetto al mercato, sta portando avanti interventi di sviluppo immobiliare a Milano con la forma della cooperativa tra soci-abitanti. Progetti che, come tante altre operazioni che stanno cambiando il volto dei quartieri, stanno subendo gli effetti della situazione di stallo negli uffici comunali.

Ci sono stati passi avanti?

"Noi abbiamo due cantieri aperti a Milano, uno promosso da UniAbita e l’altro dalla Libera Unione Mutualistica. Si sono sbloccati ma sono scandalosamente in ritardo. L’effetto di tutta questa situazione è che Milano è diventata una città non più strategica e ci siamo spostati nell’hinterland e nelle province, dove si localizzano i nuovi interventi. Il blocco dei cantieri, però, è solo la punta dell’iceberg di un problema su cui vorremmo si concentrasse la riflessione politica".