HomeFerraraCronacaNuovi alloggi universitari col Pnrr. Ferrara prima in Emilia-Romagna, 881 posti letto con il Piano housingUna parte delle residenze già disponibile e gli interventi della seconda tranche saranno completati entro il 2027. Una risposta alla necessità di garantire agli studenti fuori sede posti letto a costi sostenibili.Una parte delle residenze già disponibile e gli interventi della seconda tranche saranno completati entro il 2027. Una risposta alla necessità di garantire agli studenti fuori sede posti letto a costi sostenibili.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFerrara davanti a tutti. Almeno quando si parla di nuovi posti letto per gli universitari. Sono infatti 881 gli alloggi aggiuntivi destinati agli studenti nella provincia estense grazie al Piano Housing del Ministero dell’Università e della Ricerca, finanziato con le risorse del Pnrr. Un numero che vale il primo posto in Emilia-Romagna e che assume un peso ancora maggiore in una città universitaria di dimensioni più contenute rispetto ai grandi poli regionali. Un investimento sulla residenzialità che intercetta direttamente una delle questioni più delicate per chi sceglie di studiare fuori sede: trovare un alloggio a costi sostenibili. Il confronto con le altre realtà emiliano-romagnole restituisce infatti un quadro significativo. Dopo Ferrara ci sono Rimini con 793 posti, Parma con 647, Reggio Emilia con 527 e Modena con 367. Bologna si ferma a 326, Piacenza a 231, Forlì-Cesena a 218 e Ravenna a 30. Numeri che fotografano uno sforzo diffuso sul territorio, ma che vedono Ferrara in cima alla graduatoria provinciale. Dei 881 posti previsti nel Ferrarese, una parte è già concretamente a disposizione degli studenti, nell’ambito dei 4.020 posti realizzati e disponibili complessivamente in regione. Gli altri interventi rientrano invece nella seconda tranche del programma: per 1.805 posti regionali Cassa Depositi e Prestiti ha completato la sottoscrizione degli atti necessari e la disponibilità è prevista nel 2027. Il dato assume un rilievo particolare anche guardando alla crescita dell’Università di Ferrara. L’ateneo estense, negli ultimi anni, ha visto aumentare il numero degli iscritti e, parallelamente, cresce la necessità di costruire un’offerta capace di accompagnare la domanda di formazione con servizi adeguati. E la casa, in questo scenario, è tutt’altro che un elemento accessorio: può diventare il discrimine tra la possibilità e l’impossibilità di frequentare un corso di laurea lontano dalla propria città. È proprio su questo punto che insiste Laura Ramaciotti, rettrice e presidente della Crui: "Lo sforzo del Mur e del ministro Bernini sul versante dell’housing universitario rappresenta un investimento concreto sul diritto allo studio e sull’accessibilità degli atenei. La disponibilità di posti letto a condizioni sostenibili diventa una garanzia reale soprattutto per gli studenti fuori sede e per le famiglie che devono affrontare costi sempre più rilevanti. In realtà come Ferrara, che stanno registrando numeri in crescita sul fronte degli iscritti, questa politica assume un valore ancora più significativo perché consente di accompagnare la crescita dell’ateneo con un’offerta abitativa adeguata". Il Piano Housing, del resto, non si ferma all’Emilia-Romagna. A livello nazionale sono oltre 63.200 i nuovi posti letto, più dei 60mila inizialmente fissati come obiettivo dal Pnrr. Un traguardo superato di oltre 3mila unità, che saranno finanziate con risorse nazionali messe a disposizione dal Mur. L’offerta di residenzialità universitaria, secondo il ministero, risulta così più che raddoppiata rispetto all’avvio del Piano. "Più alloggi rendono i nostri atenei più accessibili e attrattivi", ha sottolineato la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, indicando nell’investimento sull’housing uno strumento per "rafforzare allo stesso tempo i territori che li ospitano".