HomeImolaCronacaUccide il marito malato, Gabriella arrestata: "Non ricorda nulla. È del tutto spaesata"La donna, 78 anni, affetta da demenza senile è al momento alla Dozza. Il suo avvocato, Gabriele Bordoni: "Troveremo una struttura per lei". Conferito l’incarico per l’autopsia e disposta una perizia psichiatricaA sinistra la vittima, Francesco Mongardi, 78 anni, malato da tempoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciImola, 3 settembre 2026 – Dopo una notte passata in caserma, quando è emerso che non c’erano nell’immediatezza strutture più idonee alla sua condizione, Gabriella Leoni è stata accompagnata alla Dozza. In arresto per l’omicidio volontario del marito Francesco Mongardi. Di cui però lei non ricorda nulla. "È completamente spaesata – spiega l’avvocato Gabriele Bordoni, che la difende e che ieri le ha fatto visita in carcere –, si è resa conto che qualcosa è accaduto, ma non ha realizzato ancora cosa. La situazione è molto delicata e l’obiettivo è trovare al più presto una struttura che sia adeguata per lei, perché il carcere non è il luogo adatto a una anziana con le sue patologie".

La signora Leoni, 78 anni, è ora detenuta nel reparto Infermeria della sezione femminile della Dozza, controllata a vista, per il rischio che possa farsi del male, anche inconsapevolmente. Il pm Roberto Ceroni, che coordina le indagini dei carabinieri della compagnia di Imola e del Nucleo investigativo, ha già disposto una perizia psichiatrica sulla donna, che soffre di demenza senile, per chiarire se fosse lucida o no al momento dell’omicidio del marito. Straziato, stando alla prima ricognizione cadaverica effettuata dal medico legale Guido Pelletti nell’appartamento al terzo piano di via Bellini, da almeno 15 coltellate. Una, quella letale, inferta al collo, le altre al volto e al torace. Mongardi presentava dei tagli anche alle mani, segno probabile di un tentativo di difendersi dall’attacco così inaspettato. Altri dettagli, come per esempio lo stato in cui versasse il ristoratore settantottenne al momento dell’aggressione, se fosse, ad esempio, in uno stato di torpore dovuto ai farmaci che assumeva (fatto che potrebbe spiegare l’assenza di grida) dovranno essere chiariti dall’autopsia, conferita ieri dal magistrato allo stesso Pelletti. L’esame dovrà essere svolto nelle prossime ore, così come la convalida dell’arresto. I carabinieri hanno lavorato per tutta la notte per ricostruire il doloroso contesto in cui è avvenuto l’omicidio di Mongardi. Hanno provato ad ascoltare la signora, ma non è emerso nulla, se non la grande confusione di una donna sofferente e malata. La coppia era seguita da un geriatra.