Enzo Bianchi, il monaco, fondatore della comunità di Bose viene ricordato dai monaci di CelloleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEnzo Bianchi, il monaco, fondatore della comunità di Bose e della fraternità di Cellole se n’è andato il primo settembre all’ospedale "Molinette" di Torino dov’era stato ricoverato da una quindicina di giorni. Il suo legame con il territorio valdelsano è profondo. Bianchi che amava la comunità monastica di Cellole di cui aveva seguito i lavori di ristrutturazione fin dall’inizio, proprio nel mese di giugno era stato in Toscana per incontrare i monaci e le monache della comunità buddista che fanno capo all’Istituto Lama Tzong Khapa a Pomaia.
Due giorni di scambio in un percorso di dialogo interreligioso sul tema della compassione e della vita contemplativa. Accompagnato da fratel Emiliano, priore di Cellole e da fratel Valerio, Dario e Adalberto aveva visitato l’istituto e la collina dove sorgerà il monastero. L’indomani a Cellole, invece, aveva tenuto un incontro sul tema della compassione con il venerabile Massimo Stordi.
Fratel Bianchi, tornava sovente a San Gimignano dove amava incontrare la gente del posto che gli è grata per aver dato vita alla Pieve e aver creato la comunità. "Enzo se n’è andato nel tempo della vendemmia, - dice fratel Emiliano di Cellole - nel tempo della raccolta dei frutti della terra tanto amati da lui; i frutti maturi sanno attendere la raccolta, la sanno interpretare, la sanno assaporare e riconoscere. È proprio così che Enzo ha vissuto la fine della sua vita terrena. Con Enzo se va un compagno di viaggio capace di offrirti gusto al camminare; se va un fratello capace di condividere con te i pesi della vita; se ne va un padre capace di accogliere i segreti nascosti del cuore; se ne va un maestro capace di indicarti la via da percorrere; se ne va un uomo innamorato della vita. La sua mancanza rimarrà insostituibile e il suo vuoto, ora, ha l’amaro sapore della tristezza. La sua assenza ci invita a fissare il volto di colui che ha ispirato la sua fede per tutta la vita e che ora lo accoglie, nel suo abbraccio di pace".










