HomeBergamoCronacaQuei fucili d’assalto sottoterra, pronti da usareRitorsioni e rappresaglie per spartirsi le piazze dello spaccio. Ma quello che sin dall’inizio di questa indagine ha messo...Kalashnikov e Scorpion impugnati il 21 giugno davanti alla piscinaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciRitorsioni e rappresaglie per spartirsi le piazze dello spaccio. Ma quello che sin dall’inizio di questa indagine ha messo in allerta gli inquirenti è stata la presenza di armi come un Kalashnikov Ak 47 e una mitraglietta Scorpion, utilizzate con disinvoltura. Seguendo questa pista delle armi i carabinieri di Bergamo hanno individuato due nascondigli. Uno tra i boschetti nel Milanese, l’altro al confine con il Piemonte. Anche in questo caso in una zona lontana da occhi indiscreti.
Sottoterra, avvolti nel cellophane, i militari hanno recuperato cinque Kalashnikov e un fucile. Perfettamente funzionanti, pronti per aprire il fuoco. A uso e consumo dei richiedenti. Quando servivano, si andava lì e si prelevavano.
La pista delle armi potrebbe svelare i legami che ruotano attorno a gruppi composti soprattutto da nordafricani che orbitano nel Milanese con ramificazioni estese altrove. Sempre in riferimento alle armi, anche nell’agguato del 21 giugno davanti all’Aquamore di Seriate c’era un Kalashnikov. Chi ha agito, come riferito al gip, non aveva intenzione di uccidere. Solo un avvertimento, ha raccontato nelle dichiarazioni spontanee il marocchino di 29 anni ritenuto il leader del gruppo. La potenziale vittima, un maghrebino di 29 anni ora in carcere per un tentato omicidio commesso nel 2024 in provincia di Milano. Con lui c’era anche un connazionale 27 anni, che davanti al gip è rimasto muto. I due erano stati fermati venerdì a Vigevano. Il giudice ne ha disposto a misura cautelare in carcere. E il fascicolo resta a Bergamo.










